Vigilanza (sul mercato)
Scandali come quello della Parmalat e della Cirio, che hanno interessato milioni di piccoli risparmiatori i quali avevano confidato nella affidabilità del sistema bancario italiano, avevano già messo in rilievo che il mercato, per esercitare efficacemente le proprie libertà, ha bisogno di regole e controlli in grado di proteggere adeguatamente le aspettative degli investitori. Gli ulteriori scandali, che hanno investito le banche, sono stati la conferma della necessità di una riorganizzazione delle istituzioni e delle autorità indipendenti, che dovrebbero prevenire irregolarità e comportamenti illeciti. La magistratura dovrebbe poter intervenire solo in ultima istanza. Il governo ha colpevolmente tardato nel varare in Parlamento la legge sul risparmio che è stata varata solo sotto la pressione delle inchieste giudiziarie e della grave crisi della Banca d’Italia. I nuovi poteri in materia di concorrenza bancaria approdata dall’Autorità antitrust, la rimodulazione dei compiti della Banca d’Italia e l’accrescimento delle capacità d’intervento della Consob, sia pure in un contesto in cui non sono mancate incongruenze e lacune (al es. il voto segreto nelle nomine societarie impedisce la trasparenza delle azioni di concerto, la rinnovabilità del mandato del Governatore può essere un limite alla sua indipendenza, si muovono in senso positivo.
Si tratta, insomma, di rendere più trasparente il mercato finanziario e meglio protetta la posizione dell’investitore attraverso un efficiente sistema dei controlli, meno aggirabile di quello attuale a causa anche delle facili certificazioni rese dai revisori dei conti. Si tratta in questo campo di controllare le forme di sollecitazione dell’investimento, tenuto conto della credibilità dei promotori e della veridicità dei dati forniti agli investitori. In attesa che in questo campo i controlli sugli intermediari bancari vengano in parte affidati alla Banca Centrale Europea, occorre evitare sovrapposizioni e lacune nel sistema degli interventi a tutela del risparmio, effettuati rispettivamente da BancaItalia, Consob e Antitrust. Occorre poi individuare forme di sostegno delle azioni legali intraprese dai comitati dei risparmiatori danneggiati, affinché l’accertamento delle responsabilità e la liquidazione dei danni subiti possano avvenire in tempi certi.
Purtroppo in questo campo il diritto arranca con grande fatica dietro l’innovazione tecnologica, ed, in particolare, dietro le ”nuove libertà“ che il commercio elettronico consente.
A poco vale perfezionare la legislazione nazionale per evitare abusi e truffe, se a livello comunitario non si creerà una disciplina giuridica omogenea e forme di controllo sopranazionali in grado di coprire un grande mercato regionale come quello europeo, evitando che la molteplicità degli intermediari che commercia nei vari Paesi prodotti finanziari stranieri non finisca con il costituire un comodo scudo protettivo per rendere inefficaci le azioni di rivalsa intentate dai risparmiatori truffati.

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