Storia - dal PSI allo SDI

Le Elezioni a Scandicci



Con i nuovi scenari, lo Sdi ha, di fatto, assunto una nuova linea che lo porta sulle posizioni del socialismo radicale: il primo passo, infatti, è stato quello di chiedere il "superamento" del Concordato stipulato fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. Boselli ritiene inaccettabili le ingerenze della Chiesa Cattolica e del Santa Sede sulla politica interna italiana, con riferimento all'ultimo referendum sulla fecondazione assistita, quando il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, invitò all'astensione, e anche sull'invito ai cattolici di votare per la non negoziabilità dei valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio. Dietro la dichiarazione di neutralità verso i partiti e i due schieramenti, secondo Boselli ci sarebbe invece una chiara preferenza verso i partiti cristiani conservatori, prevalenti nel centrodestra, ma presenti anche nel centrosinistra. Si svolgono le elezioni. Il centrosinistra trionfa per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. Al Senato, si rivela determinante il voto della circoscrizione Estero, che consente all'Unione - pur avendo conseguito meno voti della CdL - di ottenere due seggi in più. La Rosa nel Pugno non ottiene un risultato molto incoraggiante, inferiore alle prevedibili sommatorie di Sdi e Radicali. Guadagna 991 mila voti alla Camera (2,6%) e 851 mila al Senato (2,5%), superando lo sbarramento solo nel primo caso ed eleggendo così 18 parlamentari, tra cui il capofila socialista Enrico Boselli. Al Senato, però, la formazione radicalsocialista non supera gli sbarramenti regionali del 3% (ci riesce solo in Calabria e, minimamente, anche in Umbria), ma questo non basta ad eleggere alcun senatore.